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(Protrettrice del Paese)
La festa di Santa Marta ricorre il 29 luglio.
La sera della vigilia si svolge la tradizionale processione. Dal luglio 2002, il busto
argenteo della Madonna viene posto su di una
barca addobbata da luci che, partendo dal porto, percorre il lungolago fino ad approdare sulla
riva del borgo dei pescatori, accompagnata da un corteo di barche.
Dopo l'approdo il popolo martano, in processione, accompagna la Madonna per le vie del paese.
La processione sul lago vuole richiamare la legenda secondo la quale, dopo l'Ascensione di Gesù,
Maria, il fratello Lazzaro, Maria Maddalena e l'ancella Sara, perseguitati dagli ebrei, vennero messi
su una barca senza remi né vele ed abbandonati alla mercé delle onde. la Barca miracolosamente approdò
a Marsiglia dove i naufraghi iniziarono a diffondere la Parola del Signore. Con la loro morte il culto
si diffuse per tutta l'Europa.
Chi era Marta?
Marta è la sorella di Maria e di Lazzaro di Betania, un villaggio a circa tre chilometri da Gerusalemme.
Nella loro casa ospitale Gesù amava sostare durante la predicazione in Giudea. In occasione di una di queste
visite compare per la prima volta Marta.
Il Vangelo ce la presenta come la donna di casa, sollecita e indaffarata per accogliere degnamente il gradito
ospite, mentre la sorella Maria preferisce starsene quieta in ascolto delle parole del Maestro.
Non ci stupisce quindi il rimprovero che Marta muove a Maria: "Signore, non t'importa che mia sorella mi abbia
lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti".
L'amabile risposta di Gesù può suonare come rimprovero alla fattiva massaia: "Marta, Marta, tu t'inquieti e ti
affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta".
Ma rimprovero non è, commenta S. Agostino: "Marta, tu non hai scelto il male; Maria ha però scelto meglio di te".
Il nome Marta vuol dire semplicemente "signora", quindi tramite questa Santa fattiva di nome Marta viene riscattata
l'avvilita e incompresa professione della massaia.
Marta ricompare nel Vangelo nel drammatico episodio della risurrezione di Lazzaro, dove implicitamente domanda
il miracolo con una semplice e stupenda professione di fede nella onnipotenza del Salvatore, nella risurrezione
dei morti e nella divinità di Cristo, e durante un banchetto al quale partecipa lo stesso Lazzaro, da poco
risuscitato, e anche questa volta ci si presenta in veste di donna tuttofare.
La lezione impartitale dal Maestro non riguardava, evidentemente, la sua encomiabile laboriosità, ma l'eccesso
di affanno per le cose materiali a scapito della vita interiore.
I primi a dedicare una celebrazione liturgica a S. Marta furono i francescani,il 29 luglio del 1262.
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