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(Compatrono di Marta)
La festa di San Biagio si celebra il 3 febbraio ed è preceduta dai solenni vespri della vigilia.
Il giorno della festa, al termine della Messa solenne, si svolge, per
le vie del paese, la tradizionale processione in onore del Santo Patrono.
Di santi con questo nome ve ne sono stati diversi ma quello che viene venerato a Marta è il Vescovo e Martire
del 316 d.C.. Della sua vita non si conosce quasi nulla con certezza. Nella riforma del calendario del 1969
fu mantenuta la commemorazione universale, ma ridotta a memoria facoltativa. Questo per non far affievolire la
fiducia di quanti da secoli ininterrottamente si rivolgono a Lui perchè interceda presso Dio nella guarigione
da tutte le patologie della gola.
San Biagio si ritiene che sia stato Vescovo di Sebaste, una cittadina dell'Armenia, e che abbia subito il martirio
sotto Docleziano. Per sfuggire alle persecuzioni si rifugiò in una grotta dove ebbe per compagni vari animali dei
quali si occupava curando quelli ammalati. Alcuni cacciatori lo scovarono e lo tradussero davanti al Governatore della
Cappadocia.
Nell'epoca in cui visse il Vescovo Biagio il paganesimo era stato il vero nemico del regno Cristiano
attentando in ogni modo alla Cristianità.
A questa immagine di disperata ed inarrestabile dissoluzione del mondo si oppone quella altrettanto potente
della Madre umanissima, la Chiesa, che invoca, nel momento del pericolo estremo, la clemenza di Dio; e Dio invia
sulla terra degli uomini che pongono un freno, a costo della loro stessa vita, alle forze infernali contro il
regno di Cristo.
Tra questi difensori della Cristianità si distinse il Vescovo Biagio, che dovette subire la terribile persecuzione
dei pagani; proprio per la sua infaticabile attività di diffusore della verità di Cristo. Il Vescovo Biagio fu
sottoposto alle torture più disumane che vennero affrontate dal martire con totale spirito di sacrificio e furono
accompagnate da una serie di miracoli, tra cui quello più famoso è del bambino, la cui gola fu liberata da una lisca
di pesce. Miracolo ancora oggi festeggiato il 3 febbraio quando il busto e il reliquario sono portati in Chiesa
ed esposti alla venerazione dei fedeli, i quali per devozione si fanno ungere la gola con l'olio benedetto,
affinchè San Biagio li liberi dalle malattie della gola e da ogni altro male "de malo gutturis et ob omni malo".
Si narra che al Vescovo Biagio, prima di essere decapitato, gli furono dilaniate le carni con un pettine di ferro.
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