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della Madonna del Monte
La festa della Madonna del Monte ricorre il 14 maggio, senza dubbio è la festa più cara al popolo
martano.
Casenghi, bifolchi, villani e pescatori ritornano ad un passato più o meno prossimo. La sacralità della festa
è quella della vita che diviene un bene comune acquisito o partecipato attraverso i segnali della cultura contadina:
il seme, l'aratro, il latte, il pesce, il tralcio di vite e la spiga di grano.
Il corteo è stato definito una sorte di museo itinerante dalle tradizioni popolari che rappresenta in sintesi
la storia della cultura orale e materiale dei martani. Dalle rive del lago al Monte, attraverso le vie
del paese, sulla scena festiva i vari gruppi tratteggiano la vita con gesti rituali in un contesto
sacro.
La festa della Madonna del Monte è una manifestazione più che originale, intima e privata: un cuore che
è espressione di uno spirito vitale fermo nel tempo che attira e rende partecipe chiunque.
E' la faticosa gioiosità della vita cantata dei martani di sempre che, al suono fermo e sicuro dei loro
tamburi, sono ancora, anno dopo anno, autenticamente vivi.
I PREPARATIVI DELLA FESTA
I preparativi iniziano alcuni mesi prima, i passanti a secondo della categoria di appartenenza, a partire dal mese
di marzo se non prima, si incontrano per elaborare i sogni, le idee, le speranze, che ognuno ha racchiuso nel
proprio cuore, affinché possano diventare realtà per offrirle alla Santissima Madre.
Da quel momento, ogni sera, dopo la giornata lavorativa,
si ritrovano e tra canti e inni alla Madonna del Monte portano a termine il lavoro non senza preoccupazioni e
inconvenienti.
Ogni anno, un gruppo di persone, in onore alla Vergine Madre guarniscono il portale d'ingresso del Santuario. -------> Foto
Con l'approssimarsi della festa si respira nel paese una inebriante atmosfera di attesa, che coinvolge grandi e piccini,
che raggiunge l'apice il pomeriggio del 13 maggio quando il clero, il popolo, la banda musicale e le autorità salgono
in processione al Santuario per la celebrazione dei Vespri.
Al termine del rito religioso, il celebrante annuncia i nomi dei signori della festa ai quali compete
l'organizzazione della propria categoria e la distribuzione della tradizionale ciambella ai partecipanti. Subito dopo,
fuori dalla Chiesa, viene innalzato un globo aerostatico.
La sera del 13 è dedicata ai ritocchi e agli addobbi delle Fontane cioè i carri con i prodotti della
terra e con i pesci che sfileranno nel corteo. Per tutta la notte, nei luoghi dove è in allestimento un carro,
echeggiano canti e inni alla Madonna del Monte.
LA FESTA E IL CORTEO
L' alba del 14 maggio viene salutata dal secolare rullo dei tamburi, dal suono delle campane, dai spari di mortaretti
e dal coro dei mietitori che canta antichi inni a Maria.
I partecipanti al Corteo verso le ore 4 del mattino
si radunano dietro il tamburino e ai Palii delle quattro categorie portati dai rispettivi signori della festa
e girano per il paese cantando e inneggiando alla Madonna del Monte. Viene dato così a tutti l'annuncio del giorno
di festa.
Alle ore 6:00, al Santuario, il Vescovo celebra la Santa Messa per i passanti e per gli altri uomini che vogliono
affidarsi alla Madonna del Monte.
Verso le ore 8:30 i
passanti si radunano sul lungolago e verso le ore 09:30, mentre le campane della Collegiata suonano a festa,
il corteo costituito, nell'ordine, dalle categorie dei casenghi, bifolchi, villani e pescatori sfilano per le vie
del paese per raggiungere il Santuario, ad esse si aggiungono in coda al Corteo, in Piazza Umberto I, la banda Musicale,
i Ceri, il Clero, le Autorità civili con il gonfalone e il Popolo.
Per tutto il percorso, oltre ai canti tradizionali alla Madonna e al rullo dei tamburi, si ode un continuo inneggiare
cadenzato: << Evviva Maria. Sia lodato il Santissimo Sacramento. Evviva la Madonna Santissima del Monte. Evviva
Gesù e Maria.>> in un crescendo di gesti rituali, euforia, esplosione di gioia.
Giunti alla "Madonnella", ai piedi della salita che conduce al santuario, il Clero si inginocchia e intona
l'Ave Maris Stella,, alternando ciascuna strofa con un diverso ritornello musicale.
Arrivati al santuario viene celebrata la Santa Messa solenne. Al termine iniziano
le passate,
cioé i tre giri che ogni categoria compie entrando dalla porta della chiesa e uscendo dalla porta del convento,
attraversando l'area sacra del presbiterio. In questo luogo, il sacerdote officiante tiene in mano la reliquia della pace che
tutti i passanti baciano.
I primi a passare sono i Casenghi, poi i Bifolchi, i Villani ed infine i Pescatori, preceduti dai tamburi, ceri, palii
e sementerelli che spargono la ginestra dentro e fuori la chiesa. Ogni giro è vivacizzato da canti e inni alla Madonna del Monte e
al Santissimo Sacramento. Il passante lascia sull'altare la sua offerta consistente in prodotti della terra, pesci del lago,
formaggi, attrezzi da lavoro e al terzo del terzo giro riceve la tradizionale ciambella.
Particolare rievocazione viene proposta dai mietitori, appartenenti alla categoria dei Villani, che dopo il terzo giro
sostano davanti al sagrato e battono il grano con il "curriato"(1) facendo rivivere
così un antico gesto del loro lavoro.
Al termine i passanti si ricompongono ed il corteo si dispone, per il ritorno al paese, con lo stesso ordine di arrivo.
Raggiungono la piazza principale attraversando il centro storico del paese, mentre dalle finestre le donne, fin'ora
escluse, lanciano sui passanti, in una esplosione di euforia di partecipazione e anche di "omaggio", fiori di ginestra,
petali di rosa ed erbe profumate.
La festa continua fino a tarda sera con la Banda musicale ed altri divertimenti fino a quando nel cielo non iniziano
a brillare i suggestivi fuochi d'artificio che riflettono nelle limpide acque del lago di Bolsena.
I PASSANTI
Il corteo è costituito, nell'ordine, dai casenghi, bifolchi, villani e pescatori.
I Casenghi è la categoria che in passato avevano il compito di sorvegliare le tenute e la casa
dei proprietari terrieri, sfilano a cavallo, aprendo il corteo. Il signore della categoria li precede reggendo il palio
azzurro con il monogramma mariano.
Seguono i Bifolchi, preceduti dal palio di colore rosso sul quale, da un lato, è raffigurato un bifolco
mentre si accinge a tirare un solco con un paio di buoi aggiogati ad un antico aratro a chiodo; dall'altro lato è
ricamato il monogramma di Maria. I Bifolchi sono quelli che in passato lavoravano e aravano la terra. Nel corteo
portano, oltre agli animali, gli attrezzi del loro lavoro: la concia, il giogo, l'aratro, lacerrata, le
frocette e le gionture. L'asino con le bisacce è la cavalcatura del portaspese, cioè colui che in passato portava
i viveri nei campi durante i lavori agricoli ( mietitura, trebbiatura, vendemmia, raccolta delle olive ecc...).
La terza categoria sono i Villani, la più composita. Sono preceduti da un palio di colore rosso
che da un lato è raffigurato un grappolo d'uva, le spighe di grano e un ramoscello d'olivo; dall'altro un
monogramma mariano.
Infine i Pescatori preceduti dal palio azzurro su cui è raffigurata una barca durante la pesca. Essi offrono i pesci del
lago, alcuni di proporzioni spettacolari, ben riposti sui carri e barche di grandezza naturale oppure appesi a delle pertiche.
(1) Attrezzo che serviva per battere i govoni Testi consultati:
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