Origini delle Passate (1)


La data di inizio delle passate va fissata al 14 maggio del 1704. In questo periodo i Frati Minimi erano i custodi della Chiesa e del convento.
Agli inizi del '700, i frati Minimi non mantenevano più quella vita spirituale propria dell'ordine ed erano caduti in una rilassatezza che non era approvata dal popolo martano. Il Cardinale Barbarigo, Vescovo della Diocesi di Montefiascone, in forza del Concilio di Trento che concedeva al Clero ordinario di visitare i conventi quando in essi non vi era la regolare osservanza, decise di effettuare una visita pastorale malgrado la resistenza dei frati.
Nel novembre del 1703, si recò a Marta e iniziò la visita alla Chiesa del Monte. Nell'occasione, il Cardinale fece asportare una "Banca Priorale"(2) posta abusivamente all'interno del presbiterio. Secondo le disposizioni dei sacri canoni era proibito qualsiasi banco per laici nel presbiterio in quanto era un luogo riservato al solo Clero.
La proprietà del banco era della famiglia Dolci, che aveva nella Curia Romana un proprio membro giureconsulto e auditore di camera, che fece arrivare al Cardinale Barbarigo una inibizione sul suo operato.
Di qui nacquero incidenti spiacevoli e questioni di diritto fra l'ordine dei Minimi e il Cardinale. Furono fatte cause ed i Minimi uscirono vincitori dalla dura vertenza; ma il Papa Clemente XI diede poi ragione al Cardinale Barbarigo.
I Minimi allora vollero rendere solenne la loro vittoria con una affermazione pubblica e festosa della loro indipendenza e si servirono della festa della Madonna del Monte. E siccome la vertenza con il Cardinale aveva avuto origine dalla abusiva immissione dei laici in presbiterio, i Minimi fecero in modo che, per la festa della Madonna del Monte del 14 maggio 1704, i laici entrassero in presbiterio pubblicamente e non una sola volta, ma tre volte di seguito.
E' proprio in questo momento che sorsero le Passate: ossia il passaggio dei partecipanti al corteo attraverso il Presbiterio.


(1) Testi consultati:
- "Marta Guida alla scoperta" di Maria Irene Fedeli
- "La Lunga Contesa" di Lucia Catanesi e Renzo Vincenzoni.
- "Periodico del centro di catalogazione dei beni culturali - Amministrazione Provinciale di Viterbo

(2) Si tratta di una panca che si distingueva dalle altre in quanto più decorosa e sforzosa in cui sedevano i Magistrati cittadini durante le celebrazioni liturgiche.